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Studentessa e Babysitter

Il 34% delle babysitter sono studentesse. E’ quanto rilevato da Sitly, piattaforma nata nel 2013 in Italia e specializzata nella messa in contatto di genitori e babysitter.

Dai suoi database (conta 600mila iscritti oggi), un terzo delle ragazze che si propongono come babysitter stanno studiando all’università. Sebbene questo dato rappresenti solo una fetta del mercato (e cioè quelle babysitter che si propongono online e che sono registrate al portale), è plausibile che la percentuali sia piuttosto veritiera anche su scala più ampia. D’altra parte, l’appeal di trovare un impiego come babysitter, per una studentessa, è notevole: lavorare durante il corso di studi, oltre a garantire una minore dipendenza economica dai genitori, permette di accumulare esperienze e arricchire il proprio cv – è opinione condivisa che la capacità di gestire più impegni in contemporanea aumenti la propria competitività nel mondo del lavoro –
Dall’altra parte, le famiglie italiane pare apprezzino la possibilità di collaborare con studentesse, giovani, istruite e dotate di forte volontà. Una carta da giocare in più è la frequentazione di corsi di laurea in Psicologia o Scienze dell’Educazione o della Formazione.

Come proporsi. Il passaparola resta il canale più semplice per trovare lavoro come babysitter. Quando una mamma si trova bene con una tata, è facile che la consigli alle altre famiglie. Il problema è che la maggior parte della famiglie, soprattutto con bambini in età scolare, necessitano di babysitter nella stessa fascia oraria! Per una studentessa però questo equivale a dire dalle 16.30 in poi, un momento della giornata in cui le lezioni sono finite e quindi si può disporre di maggiore tempo libero.
Qualora una tata sia disponibile al mattino, è facile che si debba prendere cura di bambini sotto i 3 anni o anche più piccoli. In tal caso è bene essere preparate (cambio pannolino, svezzamento…).
Se però si è alle prime armi e non si hanno contatti, uno degli strumenti più diffusi oggi è la ricerca di lavoro online: vi sono diversi siti che permettono alle aspiranti babysitter di inserire il cv, l’immagine, i filtri in base ai giorni, agli orari, alle attività per cui si è disponibili.
Non si tratta di agenzie vere e proprie: il web permette semplicemente di mettere in contatto la domanda e l’offerta. I genitori fanno una selezione online, fissano l’incontro con le candidate ed eventualmente concordano un periodo di prova, per poi concludere la collaborazione totalmente in autonomia.

Formazione. Per essere una brava babysitter è importante essere amante dei bambini, essere dotati di pazienza e umorismo, avere creatività, essere capaci di dire di no. Questo deve risultare sia nella presentazione che al momento del colloquio. Da tenere in mente che oggigiorno nel cv hanno una certa rilevanza anche gli attestati che riguardano il primo soccorso o, come si diceva prima, corsi o master legati al mondo dell’infanzia.

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