Comune di Roma, il Concorsone va avanti

Provincia: 
Roma

Bandito nel 2010 e quasi giunto in dirittura d'arrivo: alcune delle 22 procedure si sono già concluse, per altre sono in corso le prove orali. Il Concorsone per 1995 posti al Comune di Roma è entrato nell'occhio del ciclone dopo l'allarme lanciato dal Sindaco Marino: «Cosa fareste se doveste scoprire che in un concorso pubblico non era garantito il principio dell’anonimato, basilare per permettere il giudizio imparziale delle commissioni esaminatrici? Dopo le prime verifiche, pensiamo che ci siano delle irregolarità sulla metodologia usata».

Pietra dello scandalo le buste, fornite dalla Praxi, troppo trasparenti e quindi con i nomi dei candidati leggibili dalle commissioni. Un'irregolarità tale da far annunciare al primo Cittadino la possibilità di annullare l'intero Concorsone.

Immediata la reazione dei 20mila concorsisti ammessi agli esami scritti che si sono visti cadere il mondo addosso, dopo aver svolto e superato con fatica le prove dopo anni di studio e sacrifici.
Sit-in in protesta, incontri con il Sindaco e migliaia di messaggi indignati su Facebook e i social network con la nascita di un comitato a tutela dei partecipanti (22 procedure per la Giustizia).

Lunedì 18 novembre in una conferenza stampa è toccato al vicesindaco Luigi Nieri fare il punto sulla situazione. Questo il verdetto: il maxiconcorso va avanti ma tutte carte che testimoniano presunte irregolarità finiranno in Procura. Sarà quindi la Magistratura a verificare eventuali responsabilità civili e penali.

Il 3 dicembre sempre Nieri ha fornito un aggiornamento sulla situazione: «Abbiamo deciso che tutte le procedure concorsuali andranno avanti. Le prove orali in corso e quelle già programmate non subiranno ritardi o sospensioni di alcun genere. La pubblicazione delle graduatorie di tutte le prove selettive sarà al più presto completata».

Come fatto dai tempi dell'indirzione del Concorso RomaLavoro continuerà a tenere i lettori aggiornati sull'intera vicenda. La nostra convinzione è che chi ha sbagliato debba pagare ma che debbano essere tutelati tutti coloro che hanno superato le prove con onestà. Questo è un atto dovuto per non cancellare in un sol gesto gli sforzi di chi ancora crede e combatte per la meritocrazia.

 

 

 

 

 

 

 

 

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