Roma Lavoro 161: precisazioni sull'articolo di pag.47

In riferimento a pag.47 del n.161 di Roma Lavoro, vogliamo segnalarvi un errore contenuto tra le righe dell'articolo "Come si entra nella scuola". Per fare chiarezza pubblichiamo la versione completa e corretta del testo.  In questo spazio vogliamo fornire ai nostri lettori alcune informazioni di base sulle quali si fonda il sistema di reclutamento nelle scuole italiane. Secondo la normativa vigente per diventare insegnante di ruolo occorre innanzitutto conseguire un titolo di studio idoneo al tipo di scuola in cui si vuole andare ad insegnare. Per la scuola dell’infanzia e primaria, se si è in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02, serve un corso abilitativo specifico attivato dalle università, la cui ammissione è subordinata al superamento di una prova. Se non si ha questo diploma l’abilitazione è conseguibile tramite il corso di laurea magistrale in Scienze della formazione primaria a numero programmato, con tirocini a partire dal II anno di corso. Per la scuola secondaria di I e II grado fu previsto, dopo l’ultimo concorso a cattedra del 1999, che per accedere all’insegnamento serviva la laurea magistrale (o di vecchio ordinamento), più la frequenza di una scuola di specializzazione biennale - SSIS - correlata alla specifica classe di concorso. Per classe di concorso si intende la disciplina che si andrà ad insegnare. Dal 2009 la SSIS è stata sospesa e al suo posto è stato varato un nuovo percorso utile ad acquisire l’abilitazione necessaria, il TFA – Tirocinio Formativo Attivo. Esso è previsto anche per l’insegnamento delle materie artistiche, musicali e coreutiche, a condizione di avere il diploma di II livello ottenuto presso le istituzioni adibite (università, istituti AFAM). Le abilitazioni menzionate servono per accedere: ai concorsi; alla seconda fascia delle Graduatorie di istituto, riservata ai docenti abilitati non inclusi nelle Graduatorie ad esaurimento; al reclutamento nelle scuole paritarie. Per il capitolo graduatorie di istituto, esse sono gestite dalle scuole statali e sono composte da 3 fasce. Oltre alla seconda (vedi sopra), ci sono la prima, destinata agli abilitati iscritti nelle Gae e la terza, per coloro che non hanno l’abilitazione ma, per il tipo di laurea che hanno conseguito, possono insegnare in una determinata classe di concorso. Esse sono utilizzate sia per supplenze brevi e temporanee, che per supplenze fino al 30 giugno o 31 agosto. In nessun caso è possibile essere assunti in ruolo da Graduatorie di istituto. Per quanto riguarda invece le Graduatorie ad esaurimento esse sono gestite dal provveditorato, prevedono 3 fasce (docenti vecchia data; vincitori dei passati concorsi già banditi e vinti e disabili entrati nella scuola; vecchi abilitati) ma sono all’oggi chiuse a nuovi inserimenti. Le Gae sono utilizzate ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato sui posti annualmente autorizzati; per il conferimento di supplenze annuali e di quelle fino al termine delle attività didattiche. Nelle Graduatorie ad esaurimento vi sono attualmente inseriti oltre 200mila precari in attesa del posto fisso. Da qui in questi ultimi 13 anni si è esclusivamente attinto per le immissioni in ruolo, in mancanza (finora) di altre procedure concorsuali mediante le quali, in base alla Legge, andrebbe assegnato il 50% dei posti vacanti.    

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